10 frasi magiche anti-capriccio

I capricci nascondono sempre un perché, non avvengono mai senza motivo e senza un contesto. 

Se ti è chiaro il segreto dei capricci, ti risulterà facile capire il senso di queste 10 frasi magiche anti-capriccio e riconoscerne l’efficacia.

Sperimentane qualcuno di essi e fammi sapere come è andata con i tuoi bambini!

1- Contiamo insieme fino a 10!

I bambini non possiedono il senso del tempo, dare quindi un riferimento temporale preciso, una scadenza, li aiuta. Soprattutto quando sono impegnati in un gioco super interessante , magari al parco giochi insieme con gli amichetti è comprensibile che non vogliano smettere e continuino a ripetere:  “Ancora uno, l’ultimissimissimo…!” salvo poi non concludere mai!

Piuttosto che portarli via di peso, interrompendoli sul più bello, è meglio preannunciare una scadenza quanto più chiara, precisa e circostanziata possibile, in modo che sia ben compresa e  poi, assolutamente, rispettarla!

Esempi:

– “facciamo 10 giri di scivolo e poi andiamo a casa, capito? Contiamoli insieme…”

– “facciamo 10 ciucciatine alla tetta e poi basta, ok? contiamo insieme fino a 10…” (La durata precisa dei 10 “ipotetici secondi” può variare molto e su questa potete giocare di volta in volta)

– “facciamo le ultime 10 coccole/carezze e poi si dorme” (contare 10 carezze, sempre più lentamente, fino ad allontanarsi dal bambino e poi dare la “buona notte” definitiva)

2- Quando la lancetta lunga arriva fino a qui…

Un’altra modalità per definire una scadenza e definire un tempo preciso è mostrare sul proprio orologio il movimento del tempo con le lancette. Mostrateglielo ogni tanto come gioco. Ogni 5 minuti gli fate vedere che la lancetta lunga si è spostata un po’.  Quando arriverà il momento di usare questa strategia , ad esempio al parchetto, sapranno già cosa significa.

Esempio:

– “possiamo stare al parchetto ancora 20 minuti,  cioè fino a quando la lancetta lunga arriverà qui. Capito bene?” Accertatevi sempre che abbia capito, anche facendovi ripetere quanto pattuito. 10 minuti prima di andare via mostrategli l’orologio, e poi ancora, 5 minuti prima. A quel punto si saranno già fatti una ragione che il tempo a disposizione è concluso. Siate piuttosto irremovibili una volta arrivati al tempo previsto. Siate credibili.

3- Quando saremo lì bisogna…

E’ sempre molto utile definire in anticipo come funziona il contesto nel quale ci si trova. Ogni contesto ha le sue regole o abitudini, conoscerle e rispettarle  significa semplicemente insegnare a vivere insieme ad altre persone, imparare a condividere tempi e luoghi che non sono solo personali, ma della collettività, rispettare il bene comune o la volontà dell’ospite presso cui andiamo. Non si tratta di rigore fine a se stesso, ma di permettere al bambino di essere  ben equipaggiato al contesto in cui si troverà, anche emotivamente predisposto, cosa assolutamente da non dare per scontata a priori. Spiegate quindi molto chiaramente, in anticipo, in un momento in cui è tranquillo, anche facendo delle simulazioni o delle prove nel caso, cosa si può o non si può fare in determinati luoghi.

Esempi:

– “in biblioteca NON si può parlare ad alta voce, ma si deve parlare in questo modo perché altrimenti le persone che stanno leggendo non capiscono più niente e sentono solo la tua vocina squillante!! bisbigliate e simulate insieme la situazione.

– “ Al supermercato bisogna sempre dare la mano alla mamma, oppure camminare sempre vicino o attaccandoti al carrello, altrimenti ci si può perdere o si può rompere qualcosa e poi ci si spaventa o si diventa tristi… ” Fate delle piccole prove, andando in supermercati o luoghi piccoli, comprando poche cose. Ricordatevi sempre che il supermercato non è un luogo pensato per i bambini e può essere molto stressante e  annoiante per loro, nonostante tutte le raccomandazioni.

4- Facciamo finta che…?

Quando dovete recarvi in qualche posto noioso per il bambino, o non gradevole, o avete fretta di andare da qualche parte, iniziate un’avventura! Prima di uscire di casa, iniziate a calarvi nei personaggi mentre vi vestite e organizzate una spedizione.

Esempio:

-“ecco, il cavaliere senza paura si prepara a mettere l’armatura. I calzari (le scarpe), il gubbino paracolpi di metallo incantato, il cappello antifuoco per proteggersi dai draghi…. E prepariamoci a salire sulla carrozza più potente di tutto il reame…” date libero sfogo alla fantasia e conclude solo quando siete a casa o quando vedete che il bambino, stanco, non vi segue più.

5- Non usate il Perché, bensì il Cosa o il Come.

Il Perché è un concetto astratto, difficile da comprendere per un bambino piccolo. Il motivo delle proprie azioni non è sempre così chiaro, o è difficile da riconoscere e verbalizzare.

Esempio:

Se il bambino ha “combinato” qualcosa, ha lanciato via un gioco in modo violento, non chiedetegli “perché lo ha fatto”, ma ditegli “cosa ti ha fatto arrabbiare?”. Per lui sarà più facile rispondervi in modo chiaro e per voi sarà più facile comprendere l’accaduto e concludere il problema prima che diventi un’escalation di incomprensioni

6- Adesso io gioco con te e poi continui da solo

Quando avete qualche cosa da fare in casa che vorreste concludere per poi dedicarvi completamente al bambino, non fatelo! Mettetevi l’anima in pace e date attenzione PRIMA a lui! Vi risparmierà tempo ed energie. Se prima giocate con lui, poi lui sarà appagato e vi lascerà allontanare più serenamente, per un tempo più lungo.

Mentre gli dite questa frase, prospettategli subito che poi dovrà continuare da solo. MA prima di lasciarlo, definite due cose ben precise:

  • Un tempo. Definiscilo a priori con un timer che suoni (ad esempio dopo 15/20 minuti) e ogni tanto ricordategli che il tempo sta passando
  • Il tipo di gioco che vuole fare. Scegliete insieme un gioco “ragionevole” per la situazione e chiedetegli chiaramente quando considera l’avventura o il gioco finito: “quando la torre di lego sarà costruita altissima?”, oppure “quando sarà costruita in alto e poi fatta cadere?”, “quando il combattimento tra dinosauri erbivori e carnivori sarà considerato concluso?” 

In questo modo il vostro modo di giocare sarà orientato ad andare nella direzione che lui ha in mente, e lo avvierete alla conclusione più o meno quando il vostro timer scatterà.  Fate in modo che il gioco non si interrompa prima che si avveri quanto pattuito per la conclusione. Altrimenti il bambino non si darà pace e vorrà andare avanti fino a quando non si concluderà come aveva in mente fin dall’inizio. 

Importante! Prima di allontanarvi, accertatevi anche abbia un secondo obiettivo da raggiungere da solo (un’altra torre più alta, un ‘altro combattimento tra dinosauri..) – Se rispetterete i modi e i tempi giusti, una volta fatto quanto stabilito, siate ferme nell’alzarsi e fare in  modo che giochi da solo per un po (non aspettatevi grandi cose, ma altri 15 minuti potrebbe stare solo)

7- La mamma va e poi torna!

Questa frase è importantissima per evitare “capricci” (che, capricci non sono, ma semplicemente nascondono paura e tristezza) al momento dei distacchi. Ribaditegli questo concetto più e più volte al giorno, mostrategli che è vero, che state via pochi minuti e poi sempre un po’ di più, ma mostrategli che la mamma torna sempre. Giorno dopo giorno lo consoliderà nel suo cuore e sarà sereno.

8- Ho capito: sei un po’ arrabbiato/triste…

Imparare a verbalizzare  le emozioni è una strategie utile per voi e fondamentale competenza per il suo futuro.  Spiegate sempre ai bambini cosa sta succedendo, il motivo per cui si stanno comportando in quel modo, date un nome a quella emozione, descrivetegliela, spiegategli come affrontarla e gestirla e lasciare che passi. Servirà tantissimo per il loro sviluppo emozionale e affettivo, ma anche per prevenire momenti di “capriccio” apparentemente ingestibili.

9-Mentre aspettiamo, facciamo…!

I bambini non pensano come pensiamo noi, i bambini pensano facendo. Hanno bisogno sempre di oggetti concreti ed attività pratiche per portarli piano piano alla teorizzazione, al pensiero astratto. Quindi, quando devono aspettare qualcosa o qualcuno, se non hanno niente tra le mani e nessun lavoro da fare, si annoiano tremendamente e ogni scusa diventa buona per fuggire da questa situazione così pesante

Esempio:

– in attesa dalla pediatra, portatevi dietro qualche oggetto utile per passare il tempo… facendo! Un libro da leggere, due dinosauri per fare un’avventura, due macchinine per gareggiare; due bamboline da far interagire… e, possibilmente, condividete l’avventura con lui. L’utilizzo di dispositivi elettronici a questa età, è un intrattenimento passivo, che magari risolve la situazione immediata, ma che genera poi altri situazioni problematiche ancora più difficili da gestire.

10-  E’ il momento di una pausa!

Quando i bambini iniziano ad avere troppi stimoli, troppi giocattoli con cui giocare, attività troppo intense dopo l’asilo; se frequentano luoghi troppi troppo affollati o surriscaldati (come asili o supermercati);  o situazioni in cui le emozioni sono intense e gli intrecci emotivi/relazionali (gelosie, rivelati, competizioni) sono troppo alti (es. feste di compleanno) , è molto probabile che il bambino prenderà una qualsiasi scusa per poter dare sfogo alle sue tensioni interne e liberarsi questa iperstimolazione, e quindi sbottare in un “capriccio”.

Prevenire e gestire l’ipersitmolazione:

– idratare il bambino facendolo bere acqua spesso (non bibite zuccherine)

– alleggerirlo dall’eccesso di vestiti 

– evitare troppe relazioni non mediate dall’adulto con gli altri bambini nelle situazioni in cui sappiamo potrebbe avere delle difficoltà (rispetto dei turni, differenze di età eccessive…)

– non caricarlo di impegni eccessivi dopo l’asilo (una sola attività a settimana è già tanto)

– non invitare troppo spesso compagni di asilo a casa. Ogni tanto è bello, ma ricordatevi che è anche faticoso: condividere i propri giochi, modificare il modo in cui utilizzarli, gestire gelosie e rivalità con altri fratelli, nel suo “nido”, in un momento in cui ha già “dato tanto” durante tutta la giornata, non è per nulla facile.

– quando lo vedete troppo agitato, correre e saltare senza motivo, sudare troppo, non accorgersi dello spazio che occupa e della gestualità che usa, fermatelo. Fermatelo e contenetelo anche fisicamente, se necessario. Bloccate il meccanismo di iperstimolazione, che finisce sempre prima o poi in qualche situazione disagevole. Rinfrescate e idratate il bambino, e fatelo saper seduto per 1 minuto di orologio (da misurare con timer se necessario) e appena si è calmato, eventualmente portarlo via da quel luogo, o spiegargli che deve calmarsi un po’ proponendogli giochi alternativi. attenzione questa modalità non c’entra nulla con le famose “sedie o angolini per pensare!” Non si tratta di “punire” il bambino o di farlo pensare a ciò che ha fatto (cosa che sappiamo non avere senso), significa solo dargli una pausa fisica, che lo aiuta a ricentrarsi anche emotivamente e a riorganizzarsi prima di rischiare di andare in burnout energetico. 

– evitate di dare troppi zuccheri in questi contesti e di piuttosto farlo uscire all’aria fresca per qualche minuto

Situazioni a rischio per eccellenza: feste di compleanno, Natale dai parenti, la prima mezz’ora/ora dopo la fine dell’asilo (è un momento critico da gestire con un po’ di solitudine e tranquillità)

Prova qualcuna di queste strategie e fammi sapere se ti sono state utili! 

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