Le persona altamente sensibile pensano che questa loro caratteristica possa danneggiarle e limitare le loro possibilità professionali. In realtà possiedono un enorme valore e spesso non lo sanno o non lo sanno rendere manifesto.
La sensibilità come marcia in più!
Una persona ad alta sensibilità ha delle caratteristiche estremamente utili in ambito lavorativo.
- Ha un alta percezione e reattività a stimoli, emozioni, dettagli
- Percepisce il non detto e l’atmosfera che si respira in qualsiasi contesto e tra le persone
- Coglie ogni dettaglio in pochi attimi (non gli sfugge niente!)
- E’ un perfezionista che non ammette errori
- Se messo nelle condizioni giuste, facendo mansioni che lo appassionano, sa essere un lavoratore instancabile e fortemente efficiente
Di primo acchito, l’ipersensibilità in ambito lavorativo, sembra essere tutto tranne che un vantaggio. Il rischio di burnout elevato, l’incapacità di tollerare i conflitti, l’eccesso di perfezionismo non sono certo caratteristiche facile cui convivere.
Ma, quando l’ipersensibile impara a comprendere se stesso sa trasformare la sua caratteristica in un’arma a suo favore, allora può davvero dimostrarsi il migliore dei collaboratori.
- Percependo chiaramente lo stato d’animo delle persone che incontra è in grado di entrare subito in sintonia, comprendere i loro bisogni e agire di conseguenza. Può essere un ottimo leader, in grado di gestire gruppi e sedare dinamiche conflittuali al primo insorgere
- Cogliendo tutti i dettagli e individuando il non detto delle persone, può dimostrarsi diventando un’ottima selezionatrice del personale, un talent-scout o una coach particolarmente intuitiva
- E’ in grado di tollerare lavori delicati e di grande responsabilità, portandoli a temine con grandissimo impegno e determinazione
- E’ in grado di comunicare bene, scegliere conflitti, trovare strategie per risolvere problemi
Come valorizzare la propria sensibilità sul lavoro?
Per valorizzare la propria ipersensibilità in ambito lavorativo è importante prima di tutto riconoscerla e accettarla. Questo solitamente porta ad un vissuto di grande sollievo e di voglia di rivincita personale che, già da sole, possono fare la differenza e innescare un positivo cambiamento.
La consapevolezza di avere un dono, piuttosto che un problema, è il primo passo per cambiare considerazione di sé, aumentare la propria autostima e fare pace con se stessi. Il passo successivo viene da sé: valorizzare ciò che si è e ciò che si possiede.
Assumere una persona ipersensibile nel proprio staff può fare la differenza. I clienti, a contatto con una persona di questo tipo, si sentono subito accolti e valorizzati, percepiscono attenzione verso di loro e le loro problematiche, percepiscono un valore aggiunto alla proposta e scelgono spesso di continuare le collaborazioni proprio grazie a questo.
Se la persona ipersensibile è anche una mamma, questo può aggiungere ulteriore valore (e non uno svantaggio!). Perché una mamma altamente sensibile è ancora più efficace ed efficiente in quanto costantemente allenata alla risoluzione di conflitti, alla comprensione degli stati d’animo e delle esigenze dell’altro, alla fatica e alla resilienza!
“La sensibilità espone l’anima ai graffi, ma nel contempo acuisce la visione dei fatti dellavita arricchendola in profondità, consapevolezza, maturità e consente alle persone sensibili di fornirsi di nuovi strumenti per elaborare risposte migliori alle sfide che la vita propone e ripropone quasi con inspiegabile accanimento.”
Mena Lamb




