Dalla tua parte, sempre!
Dal supporto all’allattamento alle consulenze pedagogiche, da sempre assumo il punto di vista della mamma. Lavoro senza paura di puntare il dito contro gli ostacoli e contro un sistema che scarica sulle madri tutte la responsabilità dei suoi fallimenti, ma anche per reagire alla situazione, fornendoti strumenti efficaci di autoconsapevolezza e determinazione, per essere sempre una protagonista felice del tuo ruolo!
In Italia si parla molto della crisi delle nascite, ma non si dedica sufficiente attenzione alle condizioni concrete di vita delle mamme, equilibriste di oggi, sulle quali grava la quasi totalità del lavoro di cura. Daniela Fatarella
Il mio obiettivo
Il paradosso italiano: si chiede di fare più figli e nello stesso tempo si condannano i genitori, e in particolare le madri, al rischio di povertà, alla mancata autonomia, alla perdita della pensione e le si sottopone ad un carico di lavoro e responsabilità tali che nemmeno le Istituzioni sanno reggere.
Io desidero restituire valore e dignità alle madri, ai loro diritti, alle loro scelte e alle loro incredibili competenze. Dando loro gli strumenti per essere più consapevoli delle loro possibilità, più serene nello svolgimento del loro ruolo educativo, più alleggerite nelle responsabilità che è necessario siano condivise.
E’ infatti ora di cancellare definitivamente la paternalistica considerazione per la quale una madre è un essere ansioso per antonomasia, incapace di dialogare con medici, insegnanti o politici perché non ha strumenti e competenza e di smetterla di additarla come la causa di tutti i fallimenti del mondo, perché qui il fallimento è di prima di tutto del Sistema nel quale ella vive!
Oggi più che mai le madri si trovano di fronte a dei veri e propri muri che rendono il loro cammino faticoso e spesso infelice. Muri che bloccano il riconoscimento del ruolo, l’equità di trattamento, la distribuzione delle responsabilità, le possibilità di scelta. Essere dalla parte delle mamme vuol dire quindi lavorare per abbattere muri e costruire reti. Significa sgretolare i muri dell’ignoranza e della discriminazione, per costruire, reti di sostegno, condivisione e consapevolezza che promuovano la condivisione del carico e la responsabilizzazione del Sistema in cui vivono.
Essere dalla parte delle Mamme significa:
Dare voce alle Madri
Madri che troppe volte non trovano il coraggio o la prontezza di chiedere ciò che vogliono, chiarire i loro valori, rendere manifeste le loro competenze e soccombono o si mortificano al cospetto di medici, insegnanti, datori di lavoro, compagni, nonostante le loro conoscenze obsolete o comportamenti evidentemente poco rispettosi.
Accogliere anche le ombre della Maternità
Vuol dire accogliere la multidimensionalità e contradditorietà della maternità per quella che è, offrendo alle mamme uno spazio sicuro dove potersi porre, senza filtri, portare domande, i dubbi, le luci e le ombre, senza banalizzazione. Nell’ottica del saper “so-stare” in quello che c’è, senza la presunzione di trovare una soluzione facile per tutto, ma nel migliorare sempre qualcosa.
Dare forza e strumenti efficaci
Vuole dire aiutare una madre a riscoprire insieme quelle competenze, quelle strategie, strumenti e informazioni che la rendono più forte e sicura nel suo ruolo, senza annullarne la personalità e senza azzerare le sue scelte e desideri. In piena condivisione di carico e responsabilità con gli altri soggetti coinvolti.
Chi sono e come lavoro
Lavoro da oltre 25 anni accanto alle madri e in tutte loro ho incontrato il dolore e la sofferenza, nonostante tutte le cose belle che porta la maternità, nonostante le apparenze. Per questo motivo lavoro “dalla parte delle madri”, nel tentativo di restituire loro leggerezza, autenticità, serenità. Aiutandole a comprendere le dinamiche e le emozioni che vivono ogni giorno, in famiglia e nei contesti della scuola, lavoro, sanità.
Le cornici teoriche sulle quali fondo il mio lavoro sono varie e multidisciplinari, come tale è il mio sapere e la mia formazione. Dopo 2 anni di Filosofia, opto per la strada della Pedagogia, innamorata dal suo approccio multidisciplinare e dalla sua concretezza ed efficacia di intervento. Mi laureo quindi nel 2000 in quella che adesso si chiama laurea magistrale in “Scienze dell’educazione degli adulti e formazione continua” e contemporaneamente mi specializzo nell’ambito materno infantile, diventando, tra l’altro, anche IBCLC (Consulente professionale in allattamento) nel 2011.
Alterno la modalità maieutica e montessoriana alle metodologie del coaching, senza dimenticare la dimensione biochimica femminile che caratterizza molto del nostro essere donne. E utilizzo la scrittura, il colloquio e la dialettica come strumenti potenti di cura e rinnovamento
Sono una donna intensa, a tratti complicata, sicuramente non noiosa e mai annoiata. Sono nata negli anni Settanta, ho 2 sorelle più piccole, un marito conosciuto quando avevo 14 anni, 3 figli, 7 nipoti. Da bambina volevo fare la trapezista del circo, poi ho letto Piccole Donne e non ho mai smesso di voler essere Jo: scrivere e salvare tutti i bambini del mondo. Ho imparato la fatica e la soddisfazione del cammino vivendo la montagna, sperimentato sport e hobby di ogni genere. Amo le letture intense e biografiche, Isabel Allende, costruire mobili Ikea, arredare virtualmente le piantine degli appartamenti in vendita, cambiare taglio di capelli, cucinare, leggere articoli scientifici di ogni genere. Sono una multipotenziale, altamente sensibile, tendenzialmente ansiosa, amante della dialettica e della logica. Come puoi immaginare non sono stata una bambina facile. Chi mi ha capito mi ha definito perspicace, curiosa, determinata, chi voleva “domarmi” mi ha considerata iperattiva, suscettibile, volitiva e polemica. Come madre (come tutte le madri) sono stata trattata, più volte, con sufficienza e paternalismo, come fossi una bambina, senza avere la benchè minima idea di chi fossi, che cosa avessi studiato, cosa conoscessi, cosa desiderassi. E questo proprio non lo sopporto!
